L’età d’oro della pirateria caraibica — 1650-1730

8,90 

Terzo volume della collana Pirati e Caraibi di BraiShop. Oltre 200 pagine A5 sull’età d’oro della pirateria caraibica (1650-1730): geografia dei Caraibi, contesto coloniale, economia dello zucchero-rum-schiavi, bucanieri di Tortuga, Port Royal, Nassau, e la fine dell’età d’oro.

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Descrizione

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Il quadro in cui operarono i grandi pirati caraibici

L’età d’oro della pirateria caraibica — 1650-1730 è il terzo volume della collana Pirati e Caraibi di BraiShop. Dopo il primo volume dedicato alle origini della pirateria e il secondo che ha distinto con rigore corsari, filibustieri, bucanieri e pirati, questo terzo volume ricostruisce il quadro geografico, economico e politico che permise a ottant’anni di storia (1650-1730) di diventare l’unico momento nella storia occidentale in cui i mari furono realmente dominati dai pirati.

Un libro di oltre duecento pagine A5, scritto in prosa narrativa fluida, che accompagna il lettore attraverso i porti, i venti, i tesori, gli schiavi, le guerre e le paci che hanno reso possibile il fenomeno.

Cosa troverai in queste pagine

Sezione 1 — I Caraibi come teatro perfetto. La geografia del bacino caraibico con Grandi Antille (Cuba, Hispaniola, Giamaica, Portorico) e Piccole Antille (Barbados, Martinica, Guadalupa, Antigua), le Bahamas con le loro 700 isole, le coste continentali del Venezuela e del Messico. Il clima e gli alisei, le correnti oceaniche e la stagione degli uragani. Le rotte marittime chiave dallo Stretto della Florida al Passaggio del Vento. I porti principali di Cartagena, Portobelo, Veracruz, Havana, Port Royal, Santo Domingo e Willemstad. Perché era un teatro perfetto per la pirateria.

Sezione 2 — Il contesto coloniale. L’impero spagnolo dalla scoperta di Colombo del 1492 fino al Seicento. La Casa de Contratación di Siviglia con il suo monopolio del 1503 e la Flota de Indias con i due grandi convogli annuali che trasportavano i tesori dell’argento del Potosí e di Zacatecas. L’ascesa di Inghilterra, Francia, Olanda e Danimarca nei Caraibi con Barbados 1627, Guadalupa e Martinica 1635, Curaçao 1634, la conquista inglese della Giamaica del 1655. Le rivalità europee come humus della pirateria.

Sezione 3 — L’economia dei Caraibi: zucchero, rum, schiavi. La canna da zucchero come oro bianco e il ciclo produttivo canna-molino-raffineria. La rivoluzione dello zucchero a Barbados del 1640. Il rum come sottoprodotto della melassa e come moneta della tratta atlantica. La tragedia della tratta atlantica degli schiavi con i suoi 12-13 milioni di africani trasportati. Il commercio triangolare Europa-Africa-Caraibi e la corruzione sistemica del monopolio coloniale.

Sezione 4 — I bucanieri di Tortuga e Hispaniola. La geografia strategica dell’isola della Tortuga e le fasi storiche 1630-1685 con Jean Le Vasseur e il forte del Rocher del 1640 e poi Bertrand d’Ogeron. Le imprese di Pierre Le Grand, Rock Brasiliano, François L’Olonnais con il sacco di Maracaibo del 1666, Michel de Grammont. Il Trattato di Madrid del 1670 e la fine del sostegno inglese ai bucanieri contro la Spagna.

Sezione 5 — Port Royal, la città più malvagia del mondo. L’ascesa di Port Royal dopo la conquista inglese della Giamaica del 1655. Il porto naturale eccezionale e il boom economico basato sul saccheggio spagnolo negli anni 1660-1670. Henry Morgan da bucaniere a vice-governatore della Giamaica. Il grande terremoto del 7 giugno 1692 alle 11:43 del mattino con il crollo di due terzi della città. La fine dell’era e la fondazione di Kingston.

Sezione 6 — Nassau e le Bahamas — la transizione. La geografia delle Bahamas con le loro 700 isole quasi disabitate. Nassau su New Providence come nuovo covo pirata. L’abbandono coloniale dopo il sacco spagnolo-francese del 1703. L’ascesa di Henry Jennings, Benjamin Hornigold, Edward Teach “Barbanera”, Charles Vane, Calico Jack Rackham. Il relitto della flotta spagnola del 1715 con undici navi affondate al largo della Florida come catalizzatore.

Sezione 7 — La fine dell’età d’oro, 1718-1730. La proclamazione di re Giorgio I del settembre 1717 con la sua amnistia. L’arrivo di Woodes Rogers a Nassau il 22 luglio 1718 e la resa di massa dei pirati. La morte di Barbanera a Ocracoke il 22 novembre 1718. L’impiccagione di Stede Bonnet a Charleston il 10 dicembre 1718. La cattura di Charles Vane e di Calico Jack Rackham con Anne Bonny e Mary Read a bordo. La morte in battaglia di Bartholomew Roberts il 10 febbraio 1722 al largo del Ghana. La brutale campagna anti-pirati britannica con 400-500 impiccati fra 1717 e 1730.

Il volume si chiude con una Conclusione che sintetizza gli ottant’anni dell’età d’oro come momento unico nella storia e apre la strada ai volumi successivi della collana Pirati e Caraibi di BraiShop.

Nota storico-divulgativa

Il volume è una guida storica divulgativa. Si basa su fatti storici verificabili e su conoscenze di pubblico dominio. Le date, i nomi propri e i luoghi sono stati controllati con la maggior cura possibile; sui numeri di flotte, tesori, uomini e schiavi il testo si attiene alle stime consolidate dalla comunità storiografica internazionale, spesso presentate come intervalli di ordine di grandezza. Il volume adotta neutralità culturale sulla pirateria come fenomeno storico documentato e affronta con la dovuta serietà la tragedia della tratta atlantica degli schiavi, la violenza coloniale sulle popolazioni indigene, e la vita difficile dei marinai di ogni bandiera. Il testo non glorifica la violenza: presenta le figure trattate come persone storiche con le loro tragedie umane, le loro brutalità e la complessità economica e politica del loro mondo.

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